È innegabile: avere un lavoro gratificante aiuta a sopportare più facilmente il carico di stress e le responsabilità che, inevitabilmente, ne derivano. Ecco perché non bisogna avere paura di cambiare lavoro.

Lavorare in un team affiatato, avere un buon rapporto con i colleghi e con il proprio capo e – cosa forse ancora più importante – avere una naturale vocazione per quello che si fa, sono tutte cose importanti per gestire la propria vita professionale in modo sereno.

Diversamente, sentirsi poco o per nulla valorizzati, lavorare in un ambiente poco stimolante o, peggio, opprimente, fare qualcosa per cui non ci si sente portati, sono tutti fattori che presto o tardi possono condurre al fallimento.

L’ambiente di lavoro perfetto e il capo ideale – sempre adorabile e comprensivo, capace di compattare il team e di valorizzare ogni singola risorsa – evidentemente, non esistono: ciò non toglie che, di fronte a livelli di stress troppo elevati o alla costante insoddisfazione, la tentazione di cambiare lavoro si presenti e sia più che giustificata. In questo caso è importante controllare l’emotività, per non lasciare che prenda il sopravvento e induca a fare passi falsi che possono avere un prezzo molto alto.

Come gestire il licenziamento in modo indolore

Anzitutto, prima di minacciare le dimissioni è buona regola avere un’offerta alternativa scritta nero su bianco: solo in questo modo sarà possibile negoziare eventuali promozioni o aumenti, se questa è l’intenzione.

Se la decisione di cambiare lavoro è ormai definitiva, il licenziamento va gestito con la massima sobrietà possibile.

Bando quindi alle rese dei conti troppo accese: togliersi qualche sassolino dalla scarpa è concesso, ma senza esasperare i toni. Una buona referenza da parte del proprio datore di lavoro fa sempre comodo – specie il settore resta lo stesso – per mantenere intatta la propria reputazione.

Proprio per questo è fondamentale dedicare la giusta attenzione all’eventuale passaggio di consegne, e cercare di andare incontro fino all’ultimo alle esigenze dell’azienda: lasciare in sospeso progetti importanti, o dare un preavviso troppo breve potrebbe mettere seriamente in difficoltà il gruppo di lavoro.

Mostrarsi disponibili e comportarsi in modo corretto fino all’ultimo vi farà guadagnare punti. Altro vantaggio non trascurabile: potrete risparmiare tempo una volta concluso il rapporto di lavoro. In caso contrario, rischiate di essere bersagliati dai colleghi per richieste e domande di ogni tipo, quando l’ultima cosa che volete è dedicare ulteriori energie al vostro vecchio impiego.

Come cambiare lavoro senza stress

Al di là degli aspetti pratici e ‘diplomatici’, non bisogna trascurare l’impatto emotivo di questa scelta: cambiare lavoro, infatti, può essere uno dei momenti più stressanti della vita.

Anche in questo caso, vale il vecchio adagio: sai quello che lasci, non sai quello che trovi. Molto probabilmente, vi troverete ad affrontare un periodo di assestamento in cui, oltre ad adattarvi alla nuova realtà, dovrete fare i conti con qualche dubbio e rimpianto.

Il consiglio generale, se volete cambiare capo, è quello di muoversi col dovuto anticipo, prima che la situazione diventi ingestibile. Muoversi con discrezione e scegliere i canali giusti per cercare lavoro è importante per velocizzare i tempi e per trovare un impiego gratificante.

Avere chiari i vostri obiettivi e le vostre aspettative – economiche e non solo – vi aiuterà ad agire in modo più razionale. Altrettanto importante è avere un quadro completo delle opportunità offerte dal vostro settore, per non perdere le occasioni più interessanti.

Per gestire il passaggio in modo più intelligente, non sottovalutate l’ipotesi di chiedere consiglio a un professionista: dalle modalità di candidatura al modo più efficace per gestire il licenziamento è importante adottare la strategia giusta. Un buon consiglio può aiutare a fare scelte più mirate e consapevoli, per imprimere un nuovo corso alla vostra vita lavorativa all’insegna della soddisfazione personale.

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