In conseguenza di un evento illecito, come un sinistro stradale e in numerose altre circostanze, il soggetto danneggiato può subire una grave sofferenza interiore e, dunque, avere diritto a un risarcimento.

Più nello specifico si parla di danno morale, un pregiudizio che rientra nella categoria dei danni non patrimoniali, non inerenti cioè a fattori di tipo economico o legati alla remunerazione.

La categoria dei danni non patrimoniali comprende al proprio interno anche il danno biologico e il cosiddetto danno esistenziale. Esattamente, in cosa si distingue il danno morale dalle altre tipologie citate? Vediamo più nel dettaglio quali sono i suoi aspetti fondamentali, quali i danni risarcibili e in che modo fornire la prova del pregiudizio subito.

Danno morale: come si definisce

Il danno morale può definirsi come un patimento interiore, ovvero un turbamento dello stato d’animo che colpisce la persona per effetto dell’evento in oggetto. La definizione, in ogni caso, non è schematica e tanto meno univoca. I danni non patrimoniali, infatti, possono riguardare contemporaneamente vari aspetti della persona: l’interiorizzazione del danno, ovvero l’aspetto intimistico, e la sua proiezione esterna, ossia il danno di tipo relazionale.

Già così è facile intuire come non sia sempre facile distinguere fra le diverse tipologie. Questa difficoltà riguarda tanto il pregiudizio morale quanto il danno esistenziale. In entrambi i casi, un primo requisito per ipotizzare il risarcimento è che il danno in questione sia da considerarsi grave e non futile. In caso contrario, infatti, potrebbe prefigurarsi un indebito arricchimento del danneggiato. Per prevenire ciò, la legge prevede che venga svolta un’analisi approfondita dei fatti per stabilire la corretta proporzione tra danno e liquidazione dello stesso.

Danno morale e danno biologico: due risarcimenti distinti?

Come evidente, provare un danno morale non è la stessa cosa che dimostrare un danno biologico. In quest’ultimo caso, infatti, la prova è data da un accertamento medico ed esistono criteri precisi per la quantificazione del danno stesso.

Il risarcimento, più in particolare, viene stabilito in base al cosiddetto sistema tabellare, ovvero a specifiche tabelle che consentono di associare un determinato punteggio alla lesione in base alla sua tipologia e gravità. Il danno morale, invece, non può essere schematizzato in modo univoco.

Bisogna precisare che, a ogni modo, il danno biologico comprende in sé il riconoscimento di una sofferenza morale, per quanto di tipo generico. In senso esteso, infatti, il danno alla salute presuppone un livello più o meno accentuato di sofferenza personale. Se dimostrabile, in ogni caso, quest’ultima dà diritto a un riconoscimento distinto.

In caso di lesioni minori, non è detto che esista un danno ulteriore e, dunque, la necessità di un ulteriore risarcimento. Qualora il soggetto riesca a dimostrare il pregiudizio morale subito, tuttavia, quest’ultimo deve essere liquidato a parte. Naturalmente, il risarcimento per danni morali può essere richiesto anche in assenza di una lesione fisica.

Danno morale: prova e requisiti per richiedere il risarcimento

Come già anticipato, il risarcimento per danni morali può essere assegnato in maniera distinta rispetto al danno biologico, a patto che esista la dimostrazione concreta del danno stesso. Per dimostrare la sussistenza del danno morale, il soggetto interessato è tenuto a fornire tutte le prove in proprio possesso, incluse le prove documentali e le testimonianze di presunto rilievo.

Naturalmente, la quantificazione del danno non potrà essere schematica ma sarà legata alla valutazione del giudice. Nella valutazione rientrano anche le prove presuntive, gli elementi cioè che aiutano a chiarire la situazione e a quantificare l’effettiva sofferenza patita dal soggetto.

Quest’ultimo è tenuto a dimostrare il danno anche laddove sussista una violazione dei suoi diritti costituzionali inviolabili. In tutti i casi è obbligatorio provare il nesso di causalità tra i fatti e motivare la richiesta di risarcimento con prove precise.

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