Qual è la legge più antica di Internet?

Esatto! tutto ciò che viene messo in rete non può più uscirne.

Con la diffusione dei social network, questo concetto è stato portato all’estremo.

Questo esempio è particolarmente calzante quando si tratta della diffusione sul web di contenuti intimi o sconvenienti.

Tuttavia può anche essere applicato in un’altra situazione, anch’essa particolarmente calzante: i tweet dei personaggi pubblici, in particolar modo quelli dei politici.

Nel momento in cui si parla di politici che esprimono i propri pensieri,  la rete si scatena, sia per quanto concerne coloro che esprimono la loro indignazione, sia per chi ne approfitta per fare uno stato irriverente, pur non conoscendo a fondo la questione.

Questo articolo ha l’obiettivo di essere una guida per evitare di commettere errori nella scrittura di un tweet, anche perché pur non avendo la stessa risonanza mediatica di un politico o di una personalità nota, chi di noi vorrebbe entrare nella storia del web dalla porta sbagliata, dando un colpo definitivo alla propria reputazione online verso il basso?

 

Il caso della Youtuber e del tweet razzista

Un esempio molto noto è il caso della YouTuber Laura Leefamosissima make-up artist con un canale che nel corso di una sola settimana passò dai cinque milioni a quasi quattro milioni e mezzo a causa di alcuni tweet razzisti. 

Uno in particolare ha suscitato le ire del web e l’apparizione del suo nome su moltissime testate (anche online), fra cui il famoso Washington Post.

Dopo che queste affermazioni sono venute alla luce, la giovane influencer ha frettolosamente cancellato tutti i suoi tweet ed i suoi profili social, evitando dunque di doversi esporre a critiche e retweet di massa.

Twitter, ha affermato che due dei tweet razzisti divenuti virali a lei attribuiti sono falsi, sebbene non abbia contestato di aver twittato il seguente: “tip for all black people if you pull ur pants up you can run from the police faster .. #yourwelcome” (la traduzione è la seguente: consiglio a tutti i neri se vi tirate su i pantaloni potete scappare dalla polizia più velocemente .. #sietebenvenuti).

Le scuse pubbliche

Sebbene si sia scusata pubblicamente con un apposito video sul proprio canale Youtube, la giovane Laura Lee ci ha messo anni per recuperare la sua web reputation ed il numero di iscritti persi e disillusi.

Le scuse sono state considerate in rete come non del tutto sincere.

Purtroppo, lo scandalo che ha coinvolto la giovane YouTuber l’ha resa fin troppo famosa, ma per le ragioni sbagliate.

Questo è solo uno degli esempi più noti, l’ultimo dei quali è quello di Justine Sacco (puoi trovare la storia integrale cliccando su questo link ).

La morale della favola è quello di rendersi conto di ciò che si sta scrivendo, perché non solo si potrebbe essere fraintesi, ma si potrebbe scatenare una vera e propria guerra sul web, specialmente da parte di coloro che si sentono chiamati in causa direttamente o indirettamente.

Tuttavia, è opportuno citare anche un altro caso in cui i tweet possono far male, anche se non come nel caso di un commento razzista o che comunque istighi all’odio.

Il caso dei Tweet troll e Fake news

Parliamo di un caso che riguarda il furto d’identità e la diffusione di notizie false.

Infatti il  Vice-Premier Luigi di Maio, è stato in questo caso vittima del web: come si può facilmente notare aprendo il seguente link.

Un profilo fake aveva twittato una frase inneggiante al condono, suscitando la reazione di moltissimi utenti di Twitter (questo in virtù della questione che aveva coinvolto un suo familiare e moltissimi altri uomini particolarmente influenti dello Stato Italiano).

La cosa che ha aggravato la faccenda è che l’account Twitter del Ministero dello sviluppo economico (MISE) è cascato nella trappola facendo un retweet e donando così ancora più popolarità e credibilità al troll che tentava l’impresa di fingersi Luigi di Maio, inseguendo una smania di onnipotenza.

Morale della favola? Prima di retwittare, assicurarsi che non si tratti di un profilo falso, o in generale di un troll, specialmente se si tiene a mente che chi commette questi atti può essere denunciato per calunnia o per diffamazione.

Almeno stando più attenti si evitano situazioni fastidiose, come in questo caso o molto più pesanti, come nel caso precedente.

Tweet, Ortografia e Grammatica

Ci sono centinaia di celebrità su Twitter, molte delle quali possono vantare un seguito spaventosamente grande, in base a quanto il loro nome gira sul web, sia per i motivi giusti che per quelli sbagliati.

Dopotutto, come diceva Oscar Wilde, “non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

Tuttavia, se in alcuni casi converrebbe attendere di avere qualcosa di intelligente (o perlomeno non offensivo) da dire, altre volte l’ideale sarebbe rileggere ciò che si è scritto più di una volta, per evitare di commettere errori molto banali.

Ad esempio evitare facilmente verbi coniugati irregolarmente ed errori ortografici

In questo caso ci occuperemo di tweet ed ortografia che in casi particolari possono minare pesantemente la reputazione del personaggio in questione e non solo.

Il caso degli errori di Paola Taverna

Se prima si è considerato un esempio fuori dai nostri confini nazionali, stavolta è d’uopo mettere sotto la lente d’ingrandimento un tweet galeotto che ha coinvolto Paola Taverna.

Quest’ultima infatti, per colpa di una virgola fuori posto, ha fatto passare un messaggio diametralmente opposto a quello che desiderava trasmettere attraverso la seguente dichiarazione: “Con lo #Spazzacorrotti del Mov5Stelle inaspriamo le sanzioni contro chi devasta l’Italia, accettando denaro in cambio di favori”, questo è uno stralcio del tweet che ha scatenato l’ilarità del web (puoi trovare la storia integrale cliccando su questo link ) .

Infatti, il Vicepresidente del Senato stava esprimendo la propria soddisfazione per il futuro del nostro Paese con il decreto legislativo volto ad inasprire le sanzioni rivolte a coloro che si rendono protagonisti di fenomeni deprecabili come la corruzione; purtroppo però, una semplice virgola posizionata erroneamente ha ribaltato completamente il senso di ciò che desiderava esprimere.

Ciò ha dato vita ad una reazione a catena che ha portato tutti a conoscere Paola Taverna per questo ed altri suoi tweet dove i veri protagonisti sono gli errori ortografici.

Oltre agli errori ortografici, fin troppo presenti, sono presenti altri errori che tendono a diventare decisamente più virali, ossia quelli grammaticali.

Negli ultimi mesi infatti, i social network e la rete sono invasi da immagini del Vice -Premier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio e dei suoi errori nella scrittura di un tweet (è presente una gallery di immagini che chiarisce meglio il tutto a questo link ) per quanto riguarda il congiuntivo.

Questo ha portato la rete a scatenarsi contro il Ministro, ma ha anche mostrato un punto debole che i suoi antagonisti sfruttano per sottolineare puntualmente scarsa preparazione e professionalità, ritenendo che non sia possibile che una personalità di spicco del nostro Paese possa commettere questo genere di errori abbastanza grossolani.

In realtà, il Ministro non è nuovo a questo genere di strafalcioni, visto che anche quando si è trovato a parlare in presenza di alte cariche dello Stato, nelle assemblee del Senato, si è reso tristemente protagonista di errori con il congiuntivo attribuibili anche all’emozione per sua stessa ammissione.

Che dire, ci auguriamo che chiunque dedichi qualche minuto in più a rileggere quanto appena scritto, per evitare di fare questo tipo di strafalcioni, personaggio pubblico, politico, influencer o una qualunque persona che abbia a cuore la propria reputazione e decoro.

Tweet ed imprenditori

Spesso, si tende a ricordare a tutti i personaggi economicamente influenti che le loro parole possono potenzialmente alterare l’andamento delle Borse, con un conseguente cambio repentino dell’andamento di determinati titoli o dell’interesse che suscita un determinato prodotto o servizio.

Il caso di Elon Musk

Questo può verificarsi anche con un semplice tweet, che se scritto nel momento e nel modo peggiore, può provocare gravi conseguenze.

E’ quello che è successo all’imprenditore Elon Musk, i cui tweet, alcuni dei quali particolarmente imbarazzanti, hanno provocato gravi danni alla sua reputazione ed al suo portafoglio (una pagina web che ha raccolto le sue idee meno brillanti è presente a questo link ).

Nessuno crederebbe mai che un messaggio possa costare ben quaranta milioni, vero?

Eppure, a causa di un tweet galeotto, Elon Musk è riuscito in tale impresa.

Problemi economici, di natura legale ed infine l’interdizione dalla carica dirigenziale massima per molti anni. Questi sono stati alcuni dei risultati delle sue esternazioni sul web.

Inoltre, è stato spesso nell’occhio del ciclone per molte delle sue opinioni ed affermazioni, sempre presenti nei suoi tweet.

Quest’uomo sembra non riuscire a trattenersi dal twittare tutto ciò che gli passa per la testa, ed in alcuni casi ha affermato che non fosse lui a scrivere, ma qualcuno senza il suo consenso.

Forse farebbe meglio ad affidarsi ad un social media manager?

Checklist prima di scrivere un Tweet

Per concludere questa guida ed evitare di fare errori banali, è un’ottima idea seguire questi passi prima di premere il pulsante “twitta” o “pubblica”, soprattutto per evitare che un vostro tweet possa trasformarsi in un vero e proprio boomerang:

  • scrivere in modo chiaro ciò che si intende twittare
  • rileggere, per evitare di fare gaffe, sia grammaticali che ortografiche
  • assicurarsi di non aver scritto qualcosa che possa risultare offensivo
  • non ritwittare nulla prima di assicurarsi che si tratti di un profilo ufficiale
  • chiedere un secondo parere ad un esperto non fa mai male

Se trovi qualche episodio che possa diventare virale, specialmente entrando dalla porta sbagliata, inviali alla redazione di Workengo, dove potrai trovare molti altri tweet e case study che hanno suscitato scandalo per capire cosa non fare, senza doverlo sperimentare sulla propria pelle.

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