Giuseppe Liuzzo ideatore dell’esperimento “Salvinification.it”

Presentati cosa dovremmo sapere di te?

“Mi chiamo Giuseppe Liuzzo, vivo a Milano ma sono nato e cresciuto a Catania, una bellissima città sulla costa orientale della Sicilia. Fin da bambino sono sempre stato affascinato dalla comunicazione visiva che mi ha portato a studiare allo IED di Roma per poi spostarmi alla School of Visual Art di New York fino a diplomarmi in Graphic Design e comunicazione visiva presso lo IED – Istituto Europeo di Design di Milano dove attualmente insegno come docente di Branding nel corso internazionale e ricopro il ruolo di coordinatore didattico del corso triennale internazionale di Graphic Design.

Attualmente collaboro con diverse agenzie di comunicazione su progetti nazionali e internazionali quasi sempre legati al brand e alla sua comunicazione coordinata. Dal 2012 ricopro anche il ruolo di “content creator” su youtube con il canale chiamato “BOB Liuzzo” sul quale si affrontano temi differenti tra i quali quello della “comunicazione visiva” in modo divertente e non convenzionale. Non sono un classico designer, non sono un docente, sono solo me stesso, e oggi, è una delle cose più difficili da fare…”

Cos’è per te il “Mondo Moderno”?

“Due step dopo quello antico, uno step prima di quello contemporaneo ma un passo indietro da quello futuro. Il mondo moderno è quello che qualcuno ha già creato per noi, bello e brutto, vario o avariato. Un mondo dove in troppi parlano anche senza avere nulla di importante da dire (e io penso di esserne una palese dimostrazione).

Un mondo dove si pensa di avere libertà di parola solo per il fatto di possedere le corde vocali e dove si pensa di avere libertà di stampa solo perché internet ha un costo ridotto. Un mondo che non è cambiato nel contenuto rispetto al passato ma solo nella divulgazione di esso tramite nuovi media.”

Cos’è stato Salvinification? e che obiettivo aveva?

“Salvinification.it è stato un giochino scemo che ha ricevuto più attenzione di quella che realmente meritava. Una mini roulette dove si poteva cambiare in maniera randomica abito o meglio, divisa al nostro ministro degli interni. L’obiettivo era far divertire, non si cambia il mondo con un giochino. L’obiettivo era l’interazione, il far capire che tra un meme e un gioco c’è una differenza. Che il design può creare una galleria d’arte o un corso di pittura a seconda di quanto riesca a coinvolgere l’utente finale. In poche parole non penso avesse un reale obiettivo se non quello di cavalcare un trend e divertirsi insieme al team che lo ha progettato e a tanti altri sconosciuti in giro per il paese. Fine politico? Qualcuno lo ha visto ma non io.”

Perchè l’idea del “Gioco”?

“Perché leggi i giornali, i blog, osservi le reazioni dei social e pensi che tutti parlano di qualcosa senza agire realmente. Era un tema caldo ma che stava diventando tiepido come ho spiegato nel mio video. Non è facile rispondere a questa domanda quindi plagerò le parole da una vecchia campagna di DIESEL per spiegarlo: “Smart people critiques, Stupid People Creates”.

Chi ha partecipato alla realizzazione? quanto ci avete lavorato? Che professionalità sono state necessarie per la realizzazione dell’intero progetto?

“Il progetto nasce come gioco con alcuni studenti del corso di Media Design dello IED – Istituto Europeo di Design di Milano.

Ovviamente non è un progetto didattico, non è stato fatto durante un corso ma al bar davanti alla scuola.

La relazione studenti docenti da noi non è quella canonica e verticale che impone di non ridere e socializzare all’esterno.

Insieme a Mattia Gadda e Luca Infante, docenti del corso di Media Design, abbiamo tirato dentro gli studenti Elisa Cinquemani e Alessandro Palumbo abbiamo deciso di mettere in pratica come esercizio di stile quella che in quel momento era solo una discussione ironica al bar. E dopo un giorno ecco nato il gioco, salvinification.it”

Che risultati avete ottenuto?

“Il primo e più importante risultato è stato l’essersi divertiti e spero l’aver appreso qualcosa per gli studenti.

Poi abbiamo condiviso sui social il link del gioco, come ormai impone la società, e abbiamo ottenuto più di 150.000 giocatori unici.

Il gioco è stato pubblicato da testate come repubblica, tpi, wired, tgcom24, è andato in onda su propaganda Live dove Enrico Mentana ha molto apprezzato la dinamica di gioco. Insomma i risultati sono stati molti e nessuno in fondo.”

In quanto tempo hai capito che l’esperimento stava funzionando?

“Beh la prima pubblicazione è stata quella di WIRED a distanza di 5 ore dalla prima condivisione sui social. Sapevamo che avrebbe funzionato già da prima in realtà.

Salvini è sulla bocca di tutti è più un trend topic che un essere umano. Ma la conferma è avvenuta fissandoci un obiettivo. Andare in onda su Propaganda Live il venerdì sera. Così è stato.

Quindi l’esperimento ha funzionato perché ha raggiunto l’obiettivo prefissato.”

C’è qualcosa che vuoi sottolineare con questo esperimento?

“Che non tutto è quello che sembra. In realtà dietro questa cavolata, questo giochino a prima vista inutile si celano diverse tecniche di gamification, copywriting e social media marketing. Non le più raffinate ovviamente, d’altronde è un gioco nato in un paio d’ore ma fa capire quanto nel design solo l’1% dei veri sforzi sia visibile agli utenti finali.”

Il progetto è ancora attivo?

“Il progetto è MORTO come è giusto che sia. Avevamo deciso che sarebbe durato 1 sola settimana. Abbiamo chiuso con un messaggio che recitava “LA PACCHIA E’ FINITA! – IL GIOCO E’ BELLO SE DURA POCO… COME QUESTO GOVERNO”.

Forse la morte del gioco è stato l’unico messaggio politico di tutto l’esperimento.

Molti hanno detto che non era una buona idea ma io dico che il gioco sarebbe scemato comunque in un paio di giorni e quindi è meglio andare via col botto anziché invecchiare lentamente. Un’allenatore che vince i mondiali deve andare via da eroe e non rischiare nuovamente la sorte rischiando di essere dimenticato. E poi tra esami degli studenti e lavoro mio e degli altri docenti non avevamo davvero il tempo di continuare.”

Da designer: cosa ne pensi della satira? Consideri i Meme l’inizio di una satira digitale?

” La satira è design. La satira è progetto e conoscenza delle persone e delle loro menti. La satira è informazione. Due mie ex studentesse fecero anche un progetto di ricerca molto complesso sul concetto di “NEWS SATIRE” qualche anno fa (che trovate qui).

Il meme è una conseguenza della comunicazione istantanea, dei social. È il bello del brutto.

Non considero il meme un inizio di una “satira” digitale ma di una vera è propria cultura dell’istantaneo.

Alcuni miei studenti sono dei “mematori pazzi” e vedo quanto sforzo e cervello si celi dietro quelle immagini brutte con scritte sovrapposte.

Il meme è un progetto che si deve adattare ad un mezzo e ad un contesto come tutto nel design. ”

Salvinification.it usa la chiave della satira parte del suo successo è anche questa componente?

“Ovvio che lo è. Cioè tutti vogliamo ridere anche se fosse solo per non piangere. Tutti vogliamo giocare e far sapere che lo stiamo facendo.

La Satira è l’ingrediente di molte delle migliori campagna di comunicazione.

Pensate a Zalone che promuoveva le donazioni verso una Onlus o Volkswagen che faceva satira sui suoi prodotti in america per creare una nuova icona.

La satira è difficile perché richiede una conoscenza culturale.

Io amo dire che far piangere una persona è facile.

Il dolore, la tristezza passano da canali molto standard che coinvolgono l’istinto ma per far ridere serve l’intelligenza, la cultura.

Qualcosa che fa ridere un italiano non farà ridere un inglese in fondo.”

Lascia un messaggio o consiglio ai giovani lettori che vogliono approfondire il mondo del graphic designer.

” Sono contro le etichette quindi più che di Graphic Design ho sempre preferito parlare di comunicazione visiva. Osservate le persone, non iniziate dalla creatività anzi non siate creativi.

Essere creativi è naturale e sforzarsi ad esserlo vi condurrà solo alla tristezza. Siate abili a gestire la creatività, è tutta un’altra cosa. Ricordate che la grafica non è arte ma può diventarlo. Non sognate di fare gli artisti, se i vostri progetti cambieranno anche solo qualcosa di piccolo al mondo, lo diventerete. Evitate di fare i vostri lavori per il giudizio dei colleghi ma fateli per risolvere i problemi dei clienti; ma soprattutto evitate di leggere libri di design, non vi insegneranno nulla. Leggete libri filosofia, di storia, romanzi… è li che si scopre l’animo umano. ”

Per vedere la spiegazione integrale di come è stato progettato Salvinification.it, puoi guardare il video di Giuseppe Liuzzo, sul canale di “BOB Liuzzo”.

 

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