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Psicologia online cos’è: intervista a Danila De Stefano CEO di UnoBravo

Hai mai sentito parlare di psicologia online? cos’è e come funziona? .

La salute mentale è sempre stata fondamentale per la nostra società e per il benessere individuale ma sicuramente durante e dopo la pandemia del covid – 19 abbiamo dovuto affrontare prove che ci hanno indubbiamente lasciato il segno.

Con il covid abbiamo imparato a fare le video chiamate, la didattica a distanza e la psicologia online ha preso forza nella sua diffusione. Abbiamo deciso di intervistare Danila De Stefano fondatrice di Unobravo, una delle aziende pioniere in materia di psicologia online.

Danila De Stefano Biografia

Napoletana, classe 1992. Appena laureata con lode in Psicologia Clinica presso l’Università La Sapienza, Danila De Stefano parte per Londra, dove ricopre per un anno la posizione di research assistant presso la Goldsmiths University e lavora in diverse cliniche psichiatriche e charities. È dalla difficoltà di trovare un aiuto psicologico in lingua madre per sé stessa che Danila ha l’intuizione di creare un servizio di supporto psicologico in videochiamata: nasce così Unobravo.

In soli quattro anni Unobravo è diventata punto di riferimento della psicologia online in Italia e nell’intero settore: conta più di 4.500 psicologi e psicoterapeuti selezionati, oltre 150.000 pazienti supportati, un Core Team con più di 220 persone e opera anche con le imprese per il welfare aziendale dei dipendenti.

Nel 2021 Danila è stata inserita tra gli under 30 di Forbes Italia nella categoria Healthcare e nel 2022 è stata premiata come “Imprenditore dell’anno” nella categoria startup da EY. Oltre ad essere CEO & Founder di Unobravo, Danila lavora attivamente per abbattere lo stigma sul tema della salute mentale e, con la sua testimonianza, è modello per tutte le donne che vogliono dare vita a realtà imprenditoriali capaci di rivoluzionare il mondo del lavoro.

—– Inizia qui l’intervista —-

Ciao Danila è un onore poterti conoscere.

Sul nostro blog raccontiamo storie positive di chi può ispirare a credere nelle proprie forze e nell’innovazione, soprattutto nel nostro paese.
La tematica del benessere mentale è cruciale e noi ne siamo grandi sostenitori poiché il lavoro che facciamo è molto psicologico.

Il motivo è che consideriamo i nostri clienti, prima di ogni cosa, delle persone e come tali vanno ascoltati, accolti e supportati verso i propri obiettivi.

Come diciamo sempre, dietro una reputazione danneggiata c’è sempre una e più persone che ne subiscono gravi conseguenze in ogni sfera della propria vita: psicologica, economica, lavorativa, relazionale ecc…

Dunque prima di tutto grazie per aver dato alle persone la possibilità di poter pensare al proprio benessere con Unobravo. Devi esserne sicuramente molto fiera.

Danila De Stefano CEO del servizio di psicologia online Unobravo.
Danila De Stefano CEO del servizio di psicologia online Unobravo.

1) Danila presentati, cosa dovremmo sapere di te?

Mi chiamo Danila De Stefano, ho 31 anni, sono originaria di Napoli e sono la CEO e Founder del servizio di psicologia online Unobravo.

Prima di fondare Unobravo, non avevo mai considerato di intraprendere una carriera da imprenditrice.

Sono sempre stata una persona curiosa e, fin dall’infanzia, mi sono cimentata in moltissime attività diverse: dalla danza classica alla fotografia, fino allo studio del pianoforte. Tuttavia, nonostante fossi brava in molte di queste attività, non riuscivo davvero a eccellere in nessuna di esse. Per questo mi è spesso capitato di chiedermi quale fosse il mio posto nel mondo. Per fortuna, ho sempre potuto contare sul sostegno dei miei genitori. Grazie a loro ho imparato a pensare e sognare in grande, sempre però mantenendo i piedi per terra.

La mia natura curiosa mi ha spinta a esplorare il mondo e ha fatto sì che, da adolescente, iniziassi a nutrire il desiderio di studiare psicologia per diventare una psicologa clinica. Uno degli aspetti che ho sempre trovato molto affascinante della psicologia è la sua natura incredibilmente varia e mai monotona. Nel 2016, dopo aver completato gli studi in Psicologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono trasferita nel Regno Unito alla ricerca di nuove sfide e stimoli, soprattutto sul piano professionale. È stato proprio durante la mia permanenza a Londra che ha preso forma l’idea di Unobravo. Con questo progetto, che mira a rendere i servizi di benessere mentale accessibili a tutti, penso davvero di essere riuscita a trovare il ruolo su misura per me.

2) Cos’è Unobravo? E com’è nata l’idea?

Come ci tengo sempre a sottolineare, anche noi professionisti della salute mentale, a volte, possiamo sentire l’esigenza di rivolgerci ad altri colleghi per ricevere un supporto psicologico.

Personalmente, ho sperimentato questo bisogno in diverse fasi della mia vita. Come raccontato poco fa, subito dopo aver conseguito la laurea in Psicologia Clinica, ho trascorso alcuni anni nel Regno Unito. Lì ho avuto l’opportunità di lavorare in diverse contesti: università, charities e cliniche psichiatriche. In queste ultime, mi sono trovata a dover far fronte a ritmi di lavoro estremamente intensi, con turni sia diurni che notturni. Ciò, combinato al fatto che mi trovavo in una grande città, ha fatto sì che, nel primo periodo, non fosse per me così semplice integrarmi e creare nuove relazioni. Per far fronte a queste difficoltà, ho sentito il bisogno di confrontarmi con un terapeuta. Purtroppo, ho dovuto fare i conti con lunghissime liste d’attesa e costi elevati, fuori dalla portata di una neolaureata al suo primo impiego. Sconfortata da questa situazione, ho iniziato a chiedermi come facessero gli altri italiani all’estero con un’esigenza simile alla mia e perché, nel 2016, il benessere psicologico non fosse ancora accessibile a tutti. Ho, quindi, iniziato a offrire sostegno ad altri expat con sedute di terapia online in lingua italiana. La domanda è aumentata rapidamente e, nel 2019, ho deciso di coinvolgere alcuni colleghi fidati a cui affidare i nuovi pazienti di cui io non potevo occuparmi personalmente. Insieme a loro, un core team di nove psicologi, ho potuto dare vita a un progetto più ampio e strutturato: Unobravo.

Oltre al mio compagno e braccio destro, Gregorio Maria Diodovich, ora COO di Unobravo, gli esordi di questo progetto hanno visto il forte coinvolgimento anche delle colleghe Corena Pezzella e Valeria Fiorenza Perris, oggi rispettivamente HR Manager e Clinical Director.

In origine il servizio Unobravo era destinato principalmente agli italiani all’estero. Col tempo, complice anche la pandemia, ha iniziato a riscuotere molto successo anche in Italia e, da sostegno per espatriati, è diventato un punto di riferimento anche per gli stessi italiani che risiedono in Italia.

3) Quali sono le più grandi sfide che ha affrontato Unobravo e qual è la sfida che hai dovuto affrontare tu?

Da quando ho fondato Unobravo mi è capitato in diverse occasioni di dover affrontare delle situazioni nuove e sfidanti, nelle quali il rischio di prendere decisioni sbagliate, magari potenzialmente anche molto gravi, era altissimo. Nell’ecosistema startup e nel mondo dell’imprenditoria, non ci sono libretti di istruzioni. Ci sono, però, moltissimi “specialisti” e “persone con più esperienza” desiderosi di dare una mano, offrire la propria consulenza, esprimere pareri e dare consigli.

Purtroppo, però, mi sono accorta col tempo che, non sempre, i consigli ricevuti mettevano realmente il nostro progetto al centro o avrebbero fatto il bene di Unobravo. All’inizio della mia avventura con Unobravo è stato, quindi, difficile riuscire a percorrere la mia strada, fidandomi dell’istinto e del mio team, invece di andare per la più facile strada del “si è sempre fatto così”.

Come immagino succeda a qualsiasi imprenditore, mi è capitato molte volte di temere di sbagliare facendo di testa mia e di mettere così a rischio il futuro di Unobravo. Mi sono, però, anche resa conto di come, in molte occasioni, le mie intuizioni fossero più appropriate rispetto ai consigli ricevuti. Sono sempre stata una persona caparbia e ciò mi ha permesso di andare avanti per la mia strada. Sono molto fiera di essere cresciuta come imprenditrice seguendo la mia testa e il mio istinto.

4) Ti sei sempre sentita pronta per il ruolo da imprenditrice che ricopri oggi o hai dovuto lavorare su te stessa per alzare sempre di più l’asticella?

Non avevo mai considerato l’idea di intraprendere la carriera imprenditoriale fino a quando, attraverso ciò che originariamente era un piccolo progetto, ho scoperto un ruolo che sembrava fatto apposta per me. Mi divertiva creare siti e occuparmi di design, marketing e social media.

Quando ho lanciato Unobravo nel 2019, avevo solo un sito web realizzato da me, che promuovevo su Facebook con un budget esiguo, e un piccolo gruppo di professionisti che avevano iniziato a erogare sedute di terapia tramite il mio sito.

Passo dopo passo, ho cominciato a sentire crescere in me il desiderio e, allo stesso tempo, la necessità, di esplorare nuove opportunità e ampliare le mie prospettive.

“Fare start-up” mi ha permesso di aprire i miei orizzonti, spingermi oltre i confini, mettermi alla prova, approfondire e comprendere le dinamiche aziendali e il mondo dell’imprenditoria. Col tempo ho affinato le mie capacità imprenditoriali e ciò mi ha permesso anche di acquisire molta più autostima e fiducia in me stessa. Ovviamente, la strada da percorrere è ancora lunga e, come per ogni professione, non si finisce mai di imparare e migliorarsi, però sono molto soddisfatta dei traguardi raggiunti ad oggi, con Unobravo e come imprenditrice.

5) Quali sono i prossimi obiettivi dell’azienda?

Abbiamo progetti molto ambiziosi per i mesi a venire.

Dal 2019, anno di fondazione di Unobravo, abbiamo compiuto passi da gigante. Dall’essere una piccola start-up, nell’arco di soli quattro anni siamo diventati una scale-up con oltre 200 dipendenti e un team clinico di più di 4.000 psicologi e psicoterapeuti.

Lavoriamo con grande passione per offrire un servizio di altissima qualità ai nostri pazienti. Siamo, inoltre, da sempre molto impegnati nella lotta allo stigma: vogliamo contribuire attivamente a normalizzare il ricorso alla terapia e incoraggiare sempre più persone a prendersi cura del proprio benessere psicologico. Nel 2022 abbiamo voluto reiterare questo nostro impegno verso la comunità diventando Società Benefit.

Oltre a volerci consolidare sempre di più come leader della psicologia online in Italia, per il 2023 ci siamo posti l’obiettivo di diffondere la cultura del benessere anche nel luogo di lavoro. Stiamo potenziando i nostri servizi tailor-made dedicati alle aziende affinché sempre più dipendenti e collaboratori possano raggiungere un maggior benessere psicologico grazie al supporto dei nostri terapeuti.

Altro pilastro fondamentale è, infine, l’internazionalizzazione dell’azienda. In Spagna siamo già presenti con il servizio Buencoco. Ora l’obiettivo è quello di espanderci ancora e portare il nostro modello in nuovi mercati europei, trasformando Unobravo in un servizio psicologico multilingue e multiculturale. L’Italia resterà sempre il mercato per noi più importante, per questo vogliamo continuare a crescere e a consolidarci anche nel nostro Paese.

6) Cosa è stato fondamentale per la riuscita del progetto?

Credo che il successo di Unobravo sia il risultato di vari fattori: da un lato hanno giocato un ruolo chiave l’intuizione di creare un servizio di psicologia online e la dedizione e determinazione che abbiamo avuto nel portare avanti il progetto. A ciò si è, poi, aggiunta la fortuna, che ha sicuramente contribuito a darci ancora più slancio.

Nel 2019, siamo stati i primi in Italia a dare vita a una piattaforma di psicologia online. Il timing è stato altamente favorevole, specialmente considerando gli eventi successivi legati alla pandemia, che hanno accelerato la diffusione dei servizi digitali.

Guardando indietro, la fortuna ha sicuramente contribuito al nostro successo, ma il merito è stato altrettanto essenziale. Siamo stati in grado di riconoscere e soddisfare efficacemente le esigenze di pazienti e terapeuti, creando un valore condiviso basato sulla nostra profonda comprensione del mercato.

Il mio background di psicologa mi ha permesso di ‘orientare Unobravo nella giusta direzione fin dall’inizio. Prima di fondare Unobravo, ero io stessa a propormi come terapeuta per sedute in modalità digitale: questo mi ha aiutato a comprendere i bisogni sia dei pazienti, sia dei professionisti. È anche grazie a questa esperienza che ho potuto studiare e convalidare, col supporto di altri colleghi molto in gamba, il “Metodo Unobravo”, da sempre alla base della qualità della terapia che offriamo. A ciò si somma il fatto di poter contare su di un team di dipendenti e collaboratori altamente competenti, motivati e talentuosi.

Infine, credo che il terzo ingrediente fondamentale del nostro successo risieda nella nostra missione: abbattere lo stigma associato ai temi di salute mentale e rendere il ricorso alla terapia psicologica più largamente accessibile. La nostra missione risuona con le esigenze di tante persone, per questo in molti stanno abbracciando la nostra rivoluzione gentile.

Unobravo è stato sicuramente un pioniere, ma oggi ci sono molti altri attori che si sono uniti a questo movimento, lavorando attivamente per normalizzare l’accesso alla terapia e promuovere il benessere psicologico. Questo trend è estremamente positivo e siamo fiduciosi che negli anni a venire la salute mentale ricoprirà un ruolo sempre più centrale nella società e nella vita di ciascuno di noi.

7) Cosa vuole dire per te “Mondo Moderno”?

Con “Mondo Moderno” ci si riferisce solitamente alla società, alla cultura, alle tendenze, alle innovazioni e alle tecnologie che caratterizzano l’epoca in cui viviamo. Sicuramente le nuove tecnologie e la digitalizzazione sono alcuni tra gli aspetti chiave che più hanno caratterizzato gli ultimi decenni. È indubbio che la tecnologia stia rivoluzionato il nostro modo di vivere. Questa trasformazione epocale è evidente in molteplici aspetti del nostro quotidiano. La tecnologia ha accelerato il flusso delle informazioni, ridotto le distanze geografiche e aperto nuove opportunità in ogni settore. Basti, ad esempio, pensare a come il panorama della sanità sia cambiato con l’avvento della Digital Health.

L’innovazione in questo campo ha portato innumerevoli vantaggi, anche molto significativi.

Ha consentito di ridurre i costi vivi, facendo sì che i servizi sanitari potessero essere più facilmente accessibili e ad un pubblico sempre più ampio. La trasformazione digitale ha contribuito ad abbattere molte delle barriere che un tempo ostacolavano l’accesso ai servizi e non permettevano alle persone di curarsi e stare meglio.

In ogni settore e industria, la tecnologia ha portato con sé cambiamenti profondi e ha aperto le porte a una nuova era in cui l’innovazione è costante. La sfida ora sta nel bilanciare i benefici con le sfide etiche e sociali che l’evoluzione tecnologica comporta.

8) Qual è la vostra mission e in che modo la portate avanti?

Sin dalla sua fondazione, Unobravo si impegna per abbattere lo stigma che ancora persiste attorno ai temi di salute mentale e contribuire a normalizzare e democratizzare l’accesso alla terapia attraverso prezzi accessibili e l’attenta selezione dei professionisti, grazie a cui garantire un servizio d’eccellenza. Vogliamo porci come un punto di riferimento affidabile, competente ed empatico nella vita di quante più persone possibile, per aiutarle nel raggiungimento del benessere psicologico e supportarle nella crescita personale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un forte progresso del dibattito pubblico e a un crescente interesse verso queste tematiche. Nonostante i tanti passi avanti compiuti finora, lo stigma è ancora molto radicato e ci vorrà del tempo prima che si riesca a estirparlo del tutto.

Per questo, noi di Unobravo non perdiamo mai occasione per promuovere attività di sensibilizzazione, creare momenti di dialogo ed educare le persone sull’importanza del prendersi cura del proprio benessere psicologico.

Per questo, dallo scorso anno, abbiamo iniziato a promulgare la cultura del benessere psicologico anche attraverso la realizzazione di eventi in presenza, che ci hanno offerto la possibilità di raggiungere una platea ampia ed eterogenea.

Lo abbiamo fatto a maggio 2022, durante il mese dedicato alla consapevolezza della salute mentale, con Felicittà – Il festival della salute mentale e ad ottobre 2022 con la Don’t Escape Room: un cammino introspettivo per educare le persone all’accoglienza emotiva.

 campagna UNDRESSED unobravo psicologia online

A maggio 2023, abbiamo lanciato la campagna UNDRESSED, in cui abbiamo invitato le persone a spogliarsi dei pregiudizi e mettersi a nudo.

Infine, a ottobre di quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, abbiamo lanciato la campagna #PensatiGiusto con l’obiettivo di incoraggiare le persone ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé, imparando ad abbracciare ogni pensiero ed emozione.

Attraverso lo slogan “Non esistono pensieri sbagliati, ma solo persone giuste con cui parlarne”, abbiamo voluto sottolineare che non esistono pensieri sbagliati, ma piuttosto emozioni e sentimenti che, per la loro complessità, possono richiedere una riflessione più approfondita per essere compresi e accettati. In questo senso, la psicoterapia è sicuramente un ottimo e valido strumento. Con questa campagna – che ha incluso affissioni, attività sui social e una experience aperta al pubblico a Milano – abbiamo voluto essere ancora una volta in prima linea nella lotta allo stigma.

9) Quanto secondo te è importante la reputazione in un mondo così connesso e pieno di informazioni?

La reputazione è estremamente importante in un mondo così connesso e ricco di informazioni. In un’era in cui l’accesso alle informazioni è praticamente istantaneo e globale, la reputazione di un individuo o di un’organizzazione può influire notevolmente sulle relazioni personali e professionali.

Se parliamo di business, la reputazione può contribuire enormemente al successo di un’azienda. Le organizzazioni con una solida reputazione possono risultare più attraenti agli occhi di clienti, investitori e talenti, e avere più facilità a creare con questi relazioni basate sulla fiducia.

Una buona reputazione è un asset prezioso, per questo non dovrebbe mai essere trascurata. Al contrario, andrebbe coltivata nel tempo con costanza e impegno.

10) Qual è il tuo proverbio / motto preferito?

il motto preferito è: “la fortuna aiuta gli audaci”.

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