E’ stato pubblicato il nuovo sito web del Reddito di cittadinanza ed è stato presentato il nuovo servizio di assistenza dello stato ma sono tanti anni che si parla di una politica monetaria che sia in grado di risolvere  il problema della povertà nella società civile.

Per la precisione la teoria, che sostiene storicamente oggi il famigerato “Reddito di cittadinanza” proposto dal Movimento 5 Stelle, nasce nel 1795 in Francia.

Cos’è il reddito di cittadinanza?

Anche se il “reddito di cittadinanza” varia di paese in paese nel modo e nella forma, il principio rimane sempre lo stesso.

Il cittadino deve avere il diritto ad avere un reddito minimo, in quanto cittadino e residente ma soprattutto essere in grado di accedere e soddisfare i bisogni primari di sostentamento senza discriminazioni.

Dagli anni dell’enunciazione di questa teoria (rivista poi nel tempo da molti intellettuali durante i secoli), alla proposta attuale del governo italiano, ci sono state grandi differenze condizionate sicuramente dalle variabili storiche della nostra epoca. Ciononostante è stato il cavallo di battaglia durante la campagna elettorale del Movimento 5 stelle e pochi giorni fa abbiamo visto la pubblicazione del sito web che rappresenta e spiega l’iniziativa ai cittadini (sito ufficiale visitabile a questo link).

Reddito di Cittadinanza VS  Movimento Cinque Stelle, cosa è successo

Nel grafico interattivo sotto stante abbiamo voluto analizzare il trend del bisogno informativo sul motore di ricerca Google da parte degli utenti e quindi potenziali elettori e cittadini interessati.

Il periodo temporale preso in esame è degli ultimi 12 mesi e le entità messe a confronto sono le ricerche che hanno come oggetto: il “Movimento Cinque Stelle” ed il “Reddito di Cittadinanza”.

 

Osservando il grafico (che continuerà ad aggiornarsi in tempo reale nei prossimi mesi) si evince subito che c’è stato un cambiamento della quantità e della distribuzione nelle ricerche per entità.

Per riassumere esistono due periodi temporali chiave che possono essere evidenziati:

4 Marzo 2018 ( giorno delle elezioni politiche nazionali italiane )

–  presentazione ufficiale del reddito di cittadinanza e pubblicazione del sito web per accedere al servizio.

Cosa pensano gli italiani?

Dai dati presi in esame, si può intuire che negli ultimi 12 mesi, c’è stato un diretto interesse crescente riguardo l’entità del Movimento Cinque Stelle.

Questo interesse può essere rappresentato e composto dalla preferenza politica, scopo informativo, confronto e dibattito, curiosità verso un nuovo movimento.

Tuttavia il 4 Marzo si registra il primo picco riguardo l’oggetto “reddito di cittadinanza”, quasi raggiungendo l’entità “Movimento Cinque Stelle” con una differenza minima di soli 14 punti (78 vs 64).

Chiaramente la proposta elettorale del Movimento Cinque Stelle ha creato aspettativa sull’argomento reddito di cittadinanza ed anche casi di cronaca diventati mediatici come le file ai caf ( di cui puoi leggere qui ) confermano la tesi.

L’entità “Reddito di cittadinanza” vince sul Cinque Stelle?

Dopo il giorno delle le elezioni, naturalmente, l’attenzione di tutti si è spostata sui contenuti e  le promesse elettorali rivolte ad i cittadini.

Come durante il lancio di un nuovo prodotto, l’entità “Reddito di cittadinanza” ed il focus degli utenti della rete, nei trend di ricerca crescono sempre di più.

Cosa deve sapere un utente che vuole iscriversi nel sistema del reddito di cittadinanza?

C’è una questione sollevata da un esperto di sicurezza informatica ( Matteo Flora) ha ispezionato il sito web ufficiale del reddito di cittadinanza.

A quanto pare lo strumento che dovrebbe funzionare per censire e gestire tutti i cittadini con problemi economici (la cosi detta platea di poveri), avrebbe delle vulnerabilità di sicurezza informatica gravi e dei punti sul quale si deve lavorare meglio per concretizzare un ottimo lavoro e non un boomerang che faccia peggio di prima.

Con l’avanzare del mondo digitale la sicurezza diventa sempre di più un requisito minimo sufficiente e necessario per non mandare all’aria un progetto che sfrutta il web, le sue potenzialità nel rispetto dei suoi utenti.

Le motivazioni che rendono il reddito di cittadinanza insicuro per l’Italia

La motivazione principale è la privacy.

Infatti quando l’utente dichiara la propria situazione economica, comunicando i propri dati sensibili e la propria storia, può essere spiato senza saperlo.

Infatti, alcune modalità con cui è stato progettato e sviluppato il sito web, espongono ad inutili rischi, i dati trattati alla vista di aziende esterne americane come Google e Microsoft.

Colpevole di questa connessione diretta tra queste aziende americane ed il sito web istituzionale italiano, sono l’utilizzo di alcuni porzioni di codice informatico che sfrutta servizi che le stesse aziende erogano per evitare di creare soluzioni personalizzate (più costose e lunghe da sviluppare).

La privacy è un asset o per così dire un vero e proprio patrimonio spendibile, privato ed unico

Soprattutto nel mondo digitale: persone, aziende e governi devono guardarsi bene dal gestire i dati in modo corretto e proteggerli non esponendoli in assenza di sono motivazioni serie, concrete e giustificanti.

Per un governo, garantire la privacy dei propri cittadini vuol dire garantire sovranità nazionale

Dunque quello che si chiede Matteo Flora è legittimo; possiamo mettere in moto un servizio su larga scala, regalando i dati del censimento dei “poveri italiani” a paesi stranieri così ingenuamente?”

Inoltre l’altro punto sul quale si deve migliorare per tutelare la sicurezza dei cittadini italiani è quello di essere più trasparenti nell’informativa sulla privacy poichè, osserva Matteo Flora, non viene specificato che le aziende di Google e Microsoft trattano i dati degli italiani anche se di fatto è così.

Come abbiamo già scritto l’aspettativa è alta, l’attenzione mediatica ed il cittadino da ora in avanti deve pretendere che certe situazioni non capitino e che vengano sicuramente migliorate e blindate, a maggior ragione che esistono serie regolamentazioni europee ed italiane (come il GDPR) che proteggo il trattamenti dei dati personali di persone fisiche ed instradano su una corretta via.

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