Ingiuria: Cosa Succede in Caso di Ingiuria e Quali Risarcimenti

Se si offende l’onore e il decoro di una persona presente, se la si insulta con l’uso della parola, se l’offesa avviene mediante una comunicazione di qualsiasi tipo, anche con scritti o con disegni riferiti alla persona offesa, si commette reato di ingiuria.

In cosa consiste il reato di ingiuria

A definire i contorni del reato di ingiuria è l’articolo 594 del Codice penale che stabilisce appunto che lo commette chiunque offenda l’onore o il decoro di una persona presente.

Ad essere tutelato è l’insieme delle qualità morali che definiscono il calore dell’individuo, il suo decoro e viene perseguito chiunque attacchi direttamente la dignità personale e sociale di ogni essere umano.

Essendo molto vago il limite tra la semplice maleducazione e l’ingiuria, la Corte di Cassazione è intervenuta in più di un’occasione per contestualizzare l’offesa, tenendo in considerazione l’obiettiva capacità di offesa e il rapporto tra le parti.

Quando si commette ingiuria

Sempre secondo quanto stabilito dall’articolo 594 Cp, l’ingiuria è commessa in presenza del soggetto passivo del reato dove il termine “presenza” non implica necessariamente la presenza fisica dell’offeso, ma anche la comunicazione a terze persone che riporteranno poi la comunicazione all’interessato. Commette ingiuria quindi anche colui che si avvale di un intermediario, ben sapendo che comunque l’offesa arriverà a chi di dovere.

Trattandosi di un reato a forma libera, l’ingiuria si configura attraverso molte varietà di condotte e può essere commessa con qualsiasi mezzo. Oltre a quella verbale, quella manifestata tramite comunicazione, con scritti o disegni, si definisce ingiuria reale anche quella messa in atto attraverso comportamenti materiali che manifestano disprezzo nei confronti di una persona con lo scopo preciso di causare sofferenza morale: si pensi ad esempio ad uno schiaffo, ad una spinta etc.

Le pene per il reato d’ingiuria

Il reato di ingiuria fino a qualche anno fa veniva perseguito dietro presentazione della querela della persona offesa e poteva essere sanzionato con la reclusione fino a 6 mesi o la multa fino a 516 euro. All’atto pratico però, a causa dell’eccessivo carico di procedimenti pendenti davanti ai tribunali italiani, erano pochissimi i procedimenti a concludersi e ancora meno le pene realmente comminate dal momento che quasi tutti si concludevano con una prescrizione.

Con la legge 67/2014 il reato di ingiuria è stato depenalizzato: non si tratta più di penale, si configura come reato civile ma le sanzioni amministrative sono molto più alte.

Le multe per offese vanno da 100 a 8 mila euro e se il fatto viene commesso in presenza di più persone la sanzione pecuniaria può andare da 200 a 12 mila euro.

Come difendersi in caso di ingiuria

Oggi non serve più presentare querela in caso di ingiuria. Occorre intentare una causa civile ordinaria davanti al Giudice di Pace in caso di richiesta di risarcimento fino a 5 mila euro, davanti al Tribunale dai 5 mila euro in su.

In caso di condanna il colpevole verrà chiamato a pagare il risarcimento dei danni alla persona offesa e le spese processuali. Se il condannato non dovesse pagare, la persona offesa potrà chiedere il pignoramento dei beni.

In caso di sanzione civile scatterà invece la Cassa Ammende e in caso di mancato pagamento interverrà direttamente Equitalia.

Ingiuria via internet

Oggi il mezzo più comune con il quale si offende l’onore o il decoro delle persone è il web tramite i social network. Gli haters, coloro che odiano, sono sempre al lavoro riempiendo di insulti gli altri. Scrivendo molto spesso ingiurie.

Come difendersi allora dalle ingiurie degli haters?

Pubblicare sui social insulti e ledere l’onore altrui è reato soprattutto perché la diffusione incontrollata può portare delle conseguenze gravi al decoro dell’individuo offeso. Ecco perché oggi più che mai è importante sapersi difendere da un messaggio oltraggioso. Per tutelarsi da qualsiasi offesa, la scelta più giusta da fare è sempre quella di affidarsi a professionisti del settore.

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