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Federico Aiosa: conoscere il PSN in ottica multicloud e sovranità nazionale del dato

Grazie all’aggiudicazione del Polo Strategico Nazionale (PSN), la Pubblica Amministrazione sarà impegnata in un’elefantiaca attività di migrazione dati nel mondo Cloud per ottimizzare i servizi all’utenza pubblica e implementare la gestione interna. Il progetto in corso di attuazione rappresenta un grande passo in avanti verso la completa digitalizzazione degli enti pubblici: un programma elaborato dal PNRR che mira a velocizzare la trasformazione della Pubblica Amministrazione, equiparandola agli altri Paesi dell’UE.

Si tratta dei tre obiettivi che il Governo si è prefissato di raggiungere: creazione del PSN, migrazione in ottica multicloud dei servizi digitali che riguardano la PA e classificazione dei servizi pubblici e dei dati. Un disegno ambizioso per la cui realizzazione è stato elaborato un percorso graduale finalizzato a coprire il 75% delle amministrazioni nazionali entro il 2023 fino a raggiungere l’obiettivo pieno nel 2026.

Per capire quale sarà il cambiamento che vivremo concretamente abbiamo intervistato Federico Aiosa senior business development manager nel settore.

Federico da dove si parte per capire cosa ci attende?

“E’ opportuno partire dai problemi di arretratezza tecnologica delle nostre amministrazioni pubbliche, sia centrali che locali, fino alla spinta europea verso la modernizzazione, con la conseguente digitalizzazione che si è resa, ormai, necessaria.

Non è sufficiente, infatti, configurare Sistemi Informativi basici che non sono più in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza, ma occorre piuttosto installare e imparare a utilizzare sistemi di tipo Multi Cloud in grado di fornire infrastrutture tecnologiche eterogenee che costruiscono un sistema Cloud su misura.

Un ideale di efficienza che risponde al bisogno di strumenti applicativi potenziati e specifici, capaci di governare il complesso mondo delle PA.”

Ma cos’è un “Mondo Multi-Cloud” ?

“Si tratta di un ambiente formato da svariati servizi Cloud, sia privati che pubblici, supportati da provider diversi.

In questo modo ogni realtà locale è in grado di coordinare e utilizzare i servizi forniti da più provider, rispondendo in modo sartoriale alle proprie esigenze funzionali, economiche e tecniche.

Per dirla in soldoni, il Multicloud si differenzia dal Cloud perché consente di connettere diverse soluzioni, sfruttandole in modo dinamico e flessibile.

In questo modo vengono conseguiti tutti i vantaggi forniti dai servizi operativi, sfruttando le differenti modalità di funzionamento.”

Puoi darci qualche numero per avere un’idea ?

“Secondo uno studio posto a sostegno della strategia di digitalizzazione, si stima che il 68% delle aziende, oggi, ricorre a svariati provider Cloud per svolgere il proprio lavoro, ma che solo il 24% è in grado di sfruttare al meglio i servizi Multi Cloud.

Il problema, dunque, non è solo l’installazione di innovativi sistemi operativi ma anche la capacità di gestione e orchestrazione delle logiche di funzionamento e dei tool che essi mettono a disposizione.

Viene in rilievo, dunque, un ulteriore preoccupazione, che è quella di formare quanto prima il personale dei pubblici servizi per consentire loro di conoscere al meglio tale tecnologia e le sue enormi potenzialità.”

Cos’è la sovranità nazionale del dato e come dobbiamo utilizzarla nella Pubblica Amministrazione?

“La sovranità nazionale dei dati è il diritto-dovere di ogni governo di controllare e custodire i dati personali dei cittadini utilizzati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali per i più disparati fini. 

Dall’introduzione del Garante della privacy all’installazione dei più innovativi sistemi di sicurezza, si è rivelato indispensabile definire puntuali politiche di sovranità del dato per contenerne il relativo traffico.

Basti pensare alla moltitudine di dati personali che ogni giorno vengono analizzati, raccolti e poi condivisi senza il consenso degli utenti, e le manovre commerciali di cui i cittadini diventano “vittime” inconsapevoli ogni volta che spuntano distrattamente un’autorizzazione alla gestione dei dati sui social o sulle proprie e-mail.

Se questa è una regola nel mondo del business, non può dirsi diversamente nelle Pubbliche Amministrazioni, dove ogni dispositivo utilizzato accumula informazioni e dati propri e di terzi necessari per lo svolgimento del lavoro dell’operatore che lo utilizza. “

Come si fa a mantenere controllo sui dati e dunque sovranità ?

“Per riuscire ad arginare la fuoriuscita di tali dati, controllandone il percorso, è necessario creare delle barriere di protezione e dare vita a una solida cybersecurity-posture.

Ma non solo, il problema della sovranità nazionale del dato viene in rilievo anche per un altro fattore: quando le PA salvano i dati di un cittadino in altri Paesi, questi ultimi possono accedervi anche senza notificare tale attività al Paese d’origine. 

Questo fenomeno si manifesta quando lo Stato nel quale vengono salvati i dati non si fonda su una politica democratica, quando le amministrazioni centrali salvano i dati sotto un’accezione diversa dalla privacy o nei casi in cui le loro leggi sulla privacy sono totalmente diverse dalla nostra.

In questi casi è difficile monitorare il flusso di informazioni in modo costante e adeguato e le ipotesi di violazione della privacy diventano continue e non controllate.

Ciò su cui intende puntare il sistema attuale delle Pubbliche Amministrazioni, invece, è un controllo su tutti e tre i momenti di utilizzo dei dati: sia durante l’uso delle informazioni (Data-in-use), sia nella fase della trasmissione (data-in-motion), che nella memorizzazione locale e centrale. 

Questo prezioso sistema di sicurezza può essere garantito dall’installazione e dal corretto utilizzo di sistemi operativi che si fondano sul Multicloud, unica tecnica in grado di favorire il rispetto di politiche sovereignty.

Si tratta di una svolta epocale che permetterà alle Pubbliche Amministrazioni sanitarie, locali e centrali di inserire i propri dati, non solo quelli sensibili e critici, in una bolla nazionale a elevata sicurezza.”

Il Polo Strategico Nazionale: perchè semplifica il lavoro della PA?

“Per comprendere la portata della trasformazione che sta apportando il PSN è importante focalizzarsi sui vantaggi e le potenzialità che tali soluzioni offriranno alle Direzioni IT delle PA, benefici che possiamo così sintetizzare:

  • continuità del servizio e scalabilità dei sistemi
  • riduzione dei rischi di lock-in per il provider Cloud
  • implementazione delle funzioni che sono alla base dei processi
  • ottimizzazione dei costi
  • ottimizzazione dei carichi di lavoro “critici” attraverso la migrazione in Cloud delle sole componenti secondarie
  • erogazione ottimale in tutte le amministrazioni, sia centrali sia locali che sanitarie.

Il perseguimento di tali obiettivi consentirà alla PA di entrare in un’era successiva alla digitalizzazione, che non è esclusivamente quella di esternalizzare, ma anche di conseguire benefici di natura economica, funzionale e tecnica.

Vengono in rilievo, a tal fine, due soluzioni strategiche che sono connesse ma molto diverse tra loro: l’Hybrid Cloud e il Multi Cloud. 

Nel primo caso si fa riferimento a un ambiente che ricorre sia al Cloud privato, sia a quello pubblico che alle soluzioni on-permises, per trarre il massimo vantaggio in base alle esigenze specifiche della realtà pubblica in cui deve operare. 

Nel secondo caso, invece, vengono utilizzati e coordinati più provider e servizi Public Cloud che rispondono alle necessità tecniche, economiche e funzionali dell’ufficio dove vengono utilizzati.

In questa direzione, il PSN diventerà un bacino interconnesso in grado di fornire alla Pubblica Amministrazione quelle infrastrutture IT di cui ha realmente bisogno, semplificando i rapporti anche con l’utenza per garantire massima affidabilità, indipendenza e resilienza. 

La creazione del Polo è guidata dal Dipartimento per la trasformazione digitale e mira ad adeguarsi alla disciplina degli altri Paesi appartenenti all’UE che sono dotati, già da qualche anno, di specifici regolamenti in materia di protezione di dati.”

Dunque molte opportunità ci attendono, se l’Italia va in avanti verso il progresso ed il rinnovamento del modo in cui si fanno le cose investendo sulle risorse infrastrutturali ma cosa più importante sulle risorse umane.

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