La tua immagine sul web è in pericolo?

Diritto all’oblio: come usarlo per difendere la tua reputazione online

Se stai leggendo questo articolo è perchè in qualche modo la tua immagine percepita e la tua reputazione digitale è messa a dura prova da contenuti negativi che circolano sul web.

Ti starai chiedendo come eliminare il proprio nome da Google e ciò che non ti fa dormire la notte.

La percezione che gli altri hanno di te può condizionare fortemente la tua esistenza.

Infatti sono molti i canali dove le informazioni pubblicate possono mettere in seria difficoltà una persona o un’azienda; come i social network ed i vari siti web.

Tenere sotto controllo quello che dicono di te ed intercettare in tempo reale i contenuti video, foto, articoli è importantissimo per la tua serenità e sicurezza personale.

Quello che ti sarai sicuramente chiesto è se sia possibile rimuovere dei contenuti negativi e cancellare le informazioni dal web.

personal reputation

In effetti ci sono persone che non lavorano più, che perdono soldi ogni giorno, amicizie e la fiducia delle persone per colpa dei contenuti diffamanti presenti online sui motori di ricerca o sui canali social.

Per questo motivo è importante comprendere come difendere la personal reputation da pericoli come la diffamazione online attraverso blog telematici oppure ottenere la cancellazione di foto e video attraverso una richiesta di deindicizzazione .

Se sei un’imprenditore saprai:

– che non ti concedono un fido bancario perchè esistono degli articoli di giornale,

– che raccontano una storia vecchia, risolta ma persistente,

– che influenza i direttori di banca a non fidarsi di te e delle tue imprese.

Se sei un professionista sai che:

– hai perso e stai perdendo sempre più clienti,

– perchè le informazioni che ci sono online parlano di una situazione

– che è stata fraintesa ma nessuno crede alla tua versione dei fatti perchè la tempesta di contenuti negativi è stata troppo forte.

Se sei un politico sai che:

– il pregiudizio è uno degli istinti maggiori di qualsiasi elettorato ed opinione pubblica.

La domanda è: come farai a riacquistare la fiducia che meriti?

Per questo motivo vogliamo dirti che non sei solo e che non devi arrenderti.

Infatti esistono dei modi innovativi per difenderti da queste informazioni lesive e che ad oggi non ti fanno dormire la notte.

ego surfing

Quante persone hanno usato il diritto all’oblio in Italia?

Per farti capire come quante persone sono nelle tue stessa situazione abbiamo condotto una ricerca sulla situazione nazionale.

In Italia, solo in ragione delle leggi europee sulla privacy, dal 2014 ad oggi ( fonti ufficiali Google) sono stati registrati più di 70.000 richiedenti il diritto all’oblio, ovvero circa l’8% dello scenario internazionale e quindi la cancellazione dal web di circa 300.000 contenuti online.

Questo trend cresce in modo costante ed esponenziale con un ritmo medio che si rafforza a vista d’occhio con il + 60% ogni 12 mesi. 

Sui più dei 300.000 contenuti, che sono oggetto di richiesta di rimozione dal web, nell’anno 2018-2019 ne sono stati registrati 110.000.

trend sul diritto all'oblio

Questo vuol dire che il 36% delle richieste di rimozione di contenuti sono avvenute solo negli ultimi 2 anni, a testimoniare che con l’entrata in vigore del GDPR (nuovo regolamento europeo a tutela della privacy dei dati personali) e la crescente pervasività del web, il bisogno del diritto a poter rimuovere informazioni lesive e proteggere la reputazione online è divenuto un desiderio ma soprattutto un bisogno impellente sempre più diffuso ed una realtà di cui tener conto.

Cosa significa diritto all’oblio

Il diritto all’oblio è tecnicamente il diritto ad “essere dimenticati” da Internet, ovvero il diritto di ciascun individuo a non veder riproposti, sui motori di ricerca o sulle testate telematiche, determinati fatti che sono stati oggetto di cronaca passata, quando questi fatti non presentino più il carattere dell’attualità e dell’interesse collettivo.

Quando posso appellarmi al diritto all’oblio?

Esempio tipico in cui puoi ricorrere al diritto all’oblio è quello riguardante la divulgazione di informazioni, dati e notizie relative a procedimenti penali ed a condanne a suo carico.

Un altro caso si verifica quando vi sono circostanze e vicende pubbliche di altra natura.

Sebbene abbiano acquisito in un primo momento una legittima rilevanza, diffusione e conoscibilità in ambito collettivo in ragione della loro attualità, col passare degli anni assumono inevitabilmente una degenerazione informativa, risultando permanentemente in evidenza agli occhi del pubblico e arrecando, per l’effetto, un crescente pregiudizio per l’identità dello stesso individuo, essendo venuta ormai meno la legittimazione sociale e legale alla originaria diffusione (diritto di cronaca).

Cosa vuol dire richiedere una consulenza di difesa della reputazione online?

Quando si richiede una consulenza per la difesa della reputazione online, si interviene per indebita pubblicazione di informazioni ritenute lesive della dignità e dell’immagine, su Google, sulle testate telematiche, sui Social Network, e su YouTube.

A seguito di un’approfondita analisi tecnico-giuridica sulla rete internet, viene presentato un Report dettagliato sui risultati lesivi riscontrati, indicando le diverse responsabilità dei titolari dei siti web, delle testate telematiche, dei motori di ricerca, dei diversi social network e le azioni conseguenti.

In particolare, l’attività consiste in primis nell’invio di istanze, indirizzate ai motori di ricerca e ai gestori delle pagine web o dei social network, finalizzate alla rimozione e/o deindicizzazione del contenuto lesivo.

A supporto di questa parte di intervento vi è una necessaria valutazione strategica del danno reputazionale subito e dei potenziali rischi nel perseguire azioni di difesa più o meno aggressive.

Laddove non è consigliato l’intervento diretto ci sono tecniche avanzate specifiche di digital marketing ( inbound marketing, social media marketing, web marketing) per la tutela della reputazione, che solo la figura professionale specializzata dell’e-reputation manager è in grado di studiare ed implementare in modo sicuro ed efficace.

Si tratta di un consulente digitale che ha l’unico obiettivo è quello di ristabilire l’equilibrio e difendere la reputazione personale digitale che influenza in modo diretto l’opinione delle persone ogni giorno con ingenti danni per le vittime.

Perchè devo rivolgermi ad un E-Reputation Manager in questi casi?

Quando si parla di casi come il tuo, sai che ogni decisione è importante e delicata poichè da come e con quale intensità deciderai di agire, dipenderanno delle conseguenze più o meno rischiose.

Principi come integrità, competenza, fiducia saranno alla base del rapporto di consulenza con l’E-Reputation Manager.

Per questo motivo oltre alla preparazione tecnica è necessaria una sensibilità strategica che riesca ad indirizzarti verso situazioni sicure e risultati eccellenti.

A tal proposito, nella maggior parte dei casi, soprattutto quelli meno complessi, il risultato è formidabile.

Con il sostegno dell’E-Reputation Manager e del network di Workengo, puoi ottenere la cancellazione dei contenuti lesivi in poche settimane, difendendo con successo la tua reputazione digitale dai pericoli del web. 

Quanto costa la consulenza della difesa di reputazione online?

Prima di rispondere a questa domanda, la premessa è che mai una consulenza sarà troppo costosa se sarà in grado di liberarti dal peso di una cattiva reputazione.

Infatti come abbiamo detto precedentemente, prova a pensare a tutti i clienti, le opportunità, i lavori e gli affetti che hai perduto.

Ora prova ad immaginare quanto saresti disposto ad investire per uscire fuori da questa situazione per sempre.

Nello specifico noi di Workengo facciamo una promessa, ovvero che pagherai soltanto a risultato ottenuto.

Puoi crederci?

Come faccio a monitorare le notizie online sul mio conto?

Tutti abbiamo bisogno di monitorare la reputazione online per essere al sicuro. Infatti essere tempestivi nell’intervento può essere un grande vantaggio altrimenti si rischia di perdere tanto, come quel medico di nome Alberto che ha subito senza saperlo una diffamazione gratuita da parte di un paziente arrabbiato.

Come eliminare il proprio nome da Google

La prima è fare l’attività di ego surfing, che consiste nello scrivere sul motore di ricerca Google le parole chiave come nome e cognome. Questa azione restituisce tutti i risultati che possono essere associati e che permettono di identificare la tua immagine e quello che dicono di te, es. articoli di giornale, rappresenta la tua reputazione online.

La seconda cosa da fare è attivare Google Alert per ricevere in tempo reale una notifica via e-mail, ogni volta che il tuo nome e cognome o quello della tua azienda, appare su Google.

In questo modo potrai iniziare a controllare quello che accade sul tuo conto.

Alcuni casi di cronaca con novità in materia del diritto all’oblio.

QUI IL LINK

Il diritto all’oblio può essere invocato anche partendo da dati presenti sul web che non siano il nome e il cognome dell’interessato se lo rendono identificabile, anche in via indiretta.

E’ il principio fissato dal Garante per la privacy in merito al reclamo di un professionista che aveva richiesto inutilmente a Google di cancellare una Url reperibile  online digitando non il proprio nome, ma la sua qualifica di presidente di una determinata cooperativa.

QUI IL LINK

La permanenza in rete di notizie di cronaca giudiziaria non aggiornate può rappresentare un ostacolo al reinserimento sociale di una persona. Il diritto all’oblio va riconosciuto anche a chi è stato riabilitato dopo una condanna.

Il principio è stato affermato dal Garante privacy: ha ordinato a Google la rimozione di 2 Url che rimandavano ad informazioni giudiziarie non più rappresentative della attuale situazione di un imprenditore.

L’interessato dopo aver tentato di far deindicizzare le pagine direttamente a Google si era rivolto all’Autorità lamentando il pregiudizio per la propria reputazione personale e professionale dalla permanenza in rete di informazioni obsolete e non aggiornate.

Per questo motivo aveva chiesto al Garante di ordinare a Google la rimozione dai risultati di ricerca di due Url, reperibili digitando il proprio nominativo, che contenevano informazioni su una vicenda giudiziaria che lo aveva visto coinvolto nel 2007 e sulla sentenza di condanna pronunciata nei suoi confronti nel 2010.

Nelle pagine web però non vi era alcuna traccia della successiva riabilitazione che l’uomo aveva chiesto e ottenuto nel 2013.

Se hai voglia di sapere come risolvere finalmente le tue preoccupazioni sul lavoro e nella vita puoi contattare l’E-Reputation Manager di Workengo qui per un primo consulto gratuito.

Estratti di ricerche e citazioni a supporto per comprendere perchè difendere la reputazione online

– 70% dei selezionatori dichiara di consultare i profili social del candidato prima di chiamarlo a colloquio

(Career Builder)

– 83% delle persone perfeziona la scelta dei propri acquisti utilizzando interntet come primo mezzo di informazione, ogni giorno.

(Hub Spot)

– 1 candidato su 4 viene scartato durante le selezioni della ricerca del lavoro per i contenuti presenti online

(Adecco)

– il 25% del market value dell’azienda, è rappresentato dalla reputazione presso i propri pubblici (clienti, fornitori, investitori etc..)

(World Economic Forum)

– Un cliente scontento può far perdere ad un’attività economica dai 7 ai 9 clienti generando un passaparola negativo 20 volte superiore a quello positivo.

(The White House Office of Consumer Affairs, Washington, DC.)

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