Tutti noi abbiamo un account Facebook e se sei uno di quelle rare persone che non hanno mai aperto un account social, probabilmente stai utilizzando la app di messaggistica istantanea chiamata WhatsApp.

Infatti i dati parlano chiaro: esistono nel mondo occidentale circa 2.2 miliardi utenti attivi su Facebook ed oltre 1,5 miliardi di utenti attivi al mese su Whatsapp, i quali si scambiano circa 60 miliardi di messaggi al giorno.

 

Questo utilizzo diffuso dei mezzi adibiti per comunicare nel mondo moderno, hanno di fatto preso una posizione dominante e persistente nelle nostre abitudini di routine.

Come abbiamo spiegato nel nostro ultimo articolo dedicato alle dipendenze del mondo moderno, i social network e le app di grandi aziende sono state progettate, concepite ed evolute con un solo obiettivo. Quello di avere la virtù di attrarre e mantenere l’utente sull’ app il più a lungo possibile.

Più è il tempo trascorso, maggiore sarà il valore dell’azienda che ha inventato la soluzione tecnologica in questione.

Per questo motivo sono state testate ed applicate una moltitudine di strategie e tattiche legate al comportamento sociale umano e psicologico che hanno permesso a questi colossi del web di portarti in modo spontaneo a mantenere una connessione costante durante tutto il giorno con i nostri mezzi che ti permettono di comunicare e connetterti con altre persone e tante opportunità.

Le notizie di oggi ci fanno ragionare su quello che ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni.

Infatti il fondatore di WhatsApp Jan Koum con un suo tweet ha comunicato con poche parole ma chiare, la sua volontà di farla finita Facebook in tutti i sensi.

Parafrasando il suo tweet infatti il fondatore di WhatsApp utilizza il suo #deletefacebook, dichiarando che è ora di cancellare gli account del colosso blu dei social network capitanato dal giovane Mark Zuckerberg.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire la storia in ordine cronologico:

Come nasce Whatsapp?

Nel 2009, Jam Koum e Brian Acton, ex collaboratori di Yahoo, hanno fondato Whatsapp consentendo agli utenti comunicazioni private per 99 centesimi all’anno.

Stiamo parlando di un app di messaggistica istantanea rivoluzionaria che ha dato definitivamente il colpo di grazia ai così detti sms ormai quasi in disuso.

Infatti Whatsapp è semplice, utile e trendy fra i più giovani e meno ed è stata creata per permettere alle persone di messaggiare da smartphone.

Fu proprio Koum a sostenere con convinzione la necessità di creare una nuova applicazione per inviarsi i messaggi, qualche mese dopo la nascita dell’App Store.

Quest’ultimo infatti era cresciuto in un luogo come l’Ucraina sovietica, dove le comunicazioni dei cittadini erano spesso intercettate e controllate dal governo, Koum pensò di sviluppare un’applicazione che consentisse di comunicare facilmente, senza pubblicità e con sistemi affidabili per garantire la privacy delle conversazioni.

Quali sono le funzionalità di Whatsapp?

Ad oggi tramite Whatsapp oltre ai messaggi di testo si possono inviare: immagini, vide, gif animate, messaggi vocali, la propria geolocalizzazione, le chiamate e video chiamate, i contatti della rubrica ma soprattutto l’emoticon.

Infatti l’elemento dell’emoticon e la semplicità dell’utilizzo di Whatsapp, che ha fatto della sua user experience un cavallo di battaglia, sono state fondamentali per permettere agli utilizzatori di poter esprimere le proprie emozioni attraverso messaggi di testo e quindi dare un motivo in più di messaggiare e scambiarsi opinioni e sentimenti con i propri conoscenti.

Perchè ha avuto tanto successo Whatsapp?

Le motivazioni possono essere molteplici a partire dal business model alla scalabilità del servizio:

-infatti parliamo di un servizio disponibile in tutti gli store del mondo occidentale, facilmente installabile attraverso alla semplice associazione con il numero di cellulare e per giunta quasi gratuita. Inoltre i valori che c’erano alla base della prima creazione del concept erano quello del rispetto dell’utente attraverso i seguenti valori: mai inserire pubblicità, giochi o trucchetti che potessero disturbare o distrarre l’utente

-il rispetto per la privacy degli utenti è sempre stato un punto fondamentale che ha fatto sentire gli utilizzatori felici ed al sicuro.

Perchè Facebook decide di acquisire Whatsapp?

Iniziamo con il dire che Facebook in tempi non sospetti aveva iniziato una scalata per conquistare il settore della messaggistica istantanea con “Messenger” e quindi è naturale che un’azienda del genere abbia le antenne sempre accese per captare novità sul mercato, opportunità e minacce.

La verità è che Whatsapp era diventata una vera macchina da combattimento e per comprendere ciò, basta riassumere in numeri qualche caratteristica:

450 milioni di utenti usavano almeno una volta al mese la chat

-il 70% degli iscritti di Whatsapp usavano quotidianamente l’app contro la media delle altre app di 10-20 % con pichi solo al 50% in casi limite.

Ogni giorno 1 milione di utenti installava l’app per usarla la prima volta.

-solo 32 web developer lavoravano per fare un eccellente lavoro ogni giorno ed è sbalorditivo; basti pensare che ogni 14 milioni di user c’era un programmatore informatico all’opera mantenendo il servizio online e funzionante il 99,9% delle volte.

Whatsapp ha investito 0 euro in marketing ed è cresciuta esponenzialmente grazie al passaparola, il prezzo d’acquisto molto basso, le recensioni positive e la presenza in cima negli store.

Quindi la domanda la facciamo a te.

Tu avresti investito? noi di Workengo assolutamente si ed è naturale pensare che Facebook abbia avuto bisogno di comprare un’azienda che avrebbe potuto fare una dura e diretta concorrenza.

Sarà per questo che Mark Zuckerberg ed il Consiglio di amministrazione di Facebook hanno deciso di comprare alla cifra di 19 milliardi di dollari, quotazione più alta mai registrata per i loro bilanci in termini di acquisizioni avvenute.

Per capire l’ordine di grandezza: parliamo di quasi 20 volte la cifra che fu pagato per “Instagram”, un miliardo di dollari.

I Tweet galeotti e l’uscita dei fondatori di Whatsapp da Facebook

Così Brian Acton uno dei fondatori di Whatsapp twitta contro Facebook con l’hashtag #deletefacebook e si vocifera dietro ci siano disaccordi sulla vision che dovrà avere nei prossimi anni Whatsapp (forse con l’entrata della pubblicità nell’app); anche con i fondatori di Instagram non andò bene sempre per presunti disaccordi manageriali di vision aziendali e di business model.

Quali sono le accuse che vengono rivolte a Facebook negli ultimi periodi

A mettere in guardia sulla natura del social network Facebook fu dapprima l’ex vicepresidente di Facebook stesso ed altri esponenti del mondo della Silicon Valley, del Digital ma anche filosofi, storici, scienziati.

L’accusa principale è quella di avere un effetto negativo sulla mentalità delle persone. Alcune conseguenze importanti si riferiscono direttamente alla libertà di pensiero, di ingegno, di creatività, a l’influenza politica sulle persone ed al rischio di propaganda digitale.

Non è un caso infatti che una delle più grandi polemiche di questo anno legate alla politica sia quella della possibile manomissione volontaria o involontaria dei sistemi degli algoritmi di Facebook per influenzare i cittadini americani a dare un voto all’attuale presidente degli Stati Uniti Trump ed in altre elezioni politiche Europee.

La polemica che si nasconde dietro è degna di una grande spy-story è di uno dei complotti più imponenti geopolitici della storia degli ultimi secoli.  

Per spiegare questi fenomeni si sono coniati il termina warfare o info war (gurra delle informazioni)

Infatti dietro a questi sospetti si celano squadre di hacker e bande organizzate di specialisti ben addestrate all’arma della propaganda digitale che dalla Russia di Putin hanno lo scopo di favorire situazioni geopolitche che vedrebbero lo stesso Putin godere di vantaggi diretti dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Questo pericolo delle fake news e della guerra delle informazioni è così vero e verificato che Facebook per fronteggiarlo ha creato la ” War Room ” ovvro una task force dara’ la caccia agli account con le fake news in vista delle elezioni americane ed europee.

In questo momento infatti l’equilibrio politico mondiale è in mutamento.

Lo vediamo ogni giorno nell’utilizzo metodico e sapiente della rete e degli strumenti di influenza moderni di cui oggi possiamo disporre per creare una strategia efficace.

Ad esempio un ottimo case study è certamente quello durante le elezioni italiane dove abbiamo visto diventare protagonisti un movimento che ha preso ogni giorno potenza della strategia di comunicazione digitale di Beppe Grillo e della Casaleggio associati ( azienda esperta proprio in strategie digitali).

Oppure il personal branding digitale che ha sfruttato il ministro degli interni Salvini ed il suo staff.

 

Perché il fondatore di WhatsApp avrebbe dovuto gridare alla cancellazione e alla guerra contro Facebook, improvvisamente?

Non si potrebbe trattare semplicemente di una guerra fra soci dove l’uno vuole fare le scarpe all’altro? in fondo essere il fondatore di WhatsApp può darti un certo potere mediatico per far del male in modo mirato soprattutto di fronte alle borse.

Un accordo andato male fra il fondatore Mark Zuckerberg e Brian Acton di WhatsApp?

Colpire Mark Zuckerberg e Facebook è divenuto uno sport ultimamente ed eventi come lo scandalo di Cambridge Analytica stanno facendo ragionare le persone, i governi su tematiche come l’utilizzo dei dati in modo illecito e la violazione della privacy degli utenti e dei consumatori.

Nel frattempo alcuni editori importanti nel mondo, per anticiparsi, hanno lanciando guide su come cancellarsi da Facebook definitivamente in modo sicuro seguendo l’onda del #deletefacebook.

Qualcuno ha tirato anche fuori intercettazioni preistoriche, risalenti proprio ai primi momenti di Facebook, dello stesso Mark Zuckerberg che si fa beffa degli utenti che affidano i loro dati alla sua azienda considerandoli a detta sua “stupidi”; affermazioni che oggi possono apparire alquanto strumentali nonostante ci siano alcuni presupposti per pensare che non tutto quello che luccica è oro.

Detto questo, siccome noi di Workengo esistiamo proprio per aiutare persone ed aziende a comprendere il miglio approccio da avere alla tecnologia, in controtendenza con qualche disfattista che fornisce vie di fuga, ti forniamo qualche consiglio per sentirti più al sicuro quando utilizzi Facebook ed affrontare a testa alta la realtà, senza fuggire.

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