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Deindicizzazione Google: Garante ordina il delisting globale

Una novità importante è arrivata per tutti coloro che si occupano di privacy e sicurezza online: il Garante della Privacy italiano, presso la Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha ordinato un delisting globale da Google.

Ciò significa che le persone avranno ora l’opportunità di eliminare i propri dati personali dai risultati di ricerca pubblicate sulla piattaforma principale del motore di ricerca. Quest’azione consentirà agli utenti finalmente maggiore controllo sulle informazioni loro associate disponibili nell’archivio Google e fornirà a essi un modello esemplare in tempi modernizzando gli standard relativamente all’usabilità della privacy.

Scopriamo quindi insieme qualcosa in più riguardo al processo chiamato “De-indicizzare”.

deindicizzazione-da-google

La decisione del Garante della Privacy

La decisione del Garante della Privacy rappresenta una innovazione significativa nel campo dei diritti digitali. Il Garante Italiano della Privacy (Garante) ha preso una decisione storica che riconosce il diritto all’oblio a livello globale ed ha ordinato a Google di rimuovere dai motori di ricerca italiani e dai motori di ricerca in tutto il mondo i risultati di ricerca che contengono informazioni private o sensibili.

Il Garante ha anche stabilito che, se un motore di ricerca non nega l’accesso a contenuti illegali o potenzialmente lesivi, è responsabile per le conseguenze del loro contenuto, e cioè deve rimuoverli.

Benché alcune richieste di rimozione siano state già accolte da Google, la decisione del Garante rappresenta una innovativa ed ambiziosa iniziativa.

Pur non essendo vincolante a livello legale, la decisione fa riflettere sulla necessità di regolamentare i motori di ricerca e il diritto all’oblio su scala globale.

Rappresenta un segnale importante per tutti i Paesi che vogliono affrontare la questione della tutela della privacy, specialmente nell’era digitale.

L’esposto di Alhabib Sow e la sua storia

L’esposto di Alhabib Sow e la sua storia ha rappresentato un caso fondamentale per l’adozione di una decisione di delisting globale da parte del Garante della Privacy.

Nel 2017, Alhabib Sow, giovane cittadino italiano, aveva presentato un esposto al Garante per la Protezione dei Dati Personali dopo aver constatato che alcune informazioni legate a un incidente stradale avvenuto anni prima, avevano compromesso l’immagine personale del giovane.

Il Garante ha deciso che le informazioni raccolte non erano più pertinenti e richiedeva dunque a Google di oscurarle su tutti i suoi domini dal punto di vista globale.

Cosa dice l’articolo 17-bis del Codice privacy sui motori di ricerca?

L’articolo 17-bis del Codice privacy stabilisce che i motori di ricerca sono tenuti a rimuovere dai propri risultati qualsiasi link che da accesso a contenuti illeciti o lesivi della dignità della persona.

L’autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha recentemente preso una decisione importante in questo contesto.

Prima di tutto, ha stabilito che i motori di ricerca devono rimuovere dai propri risultati i link relativi alle persone che vi figurano, a prescindere dal contenuto della pagina collegata.

Inoltre, l’Autorità ha dichiarato che il delisting, cioè la cancellazione dai risultati di ricerca, dev’essere globale, ovvero non limitato ad alcuni paesi o mercati. Ciò significa che la rimozione sarà effettiva anche nei territori extraeuropei.

deindicizzazione globale

In cosa consiste il delisting globale?

Il delisting globale consiste nella rimozione di un determinato contenuto da tutte le versioni di Google che sono disponibili nei Paesi in tutto il mondo.

Questo significa che, se un dato contenuto è stato rimosso da una versione Google in un Paese, questo contenuto verrà rimosso anche dalle versioni Google presenti in altri Paesi.

Così facendo, i risultati di ricerca su un determinato argomento non mostreranno più quel contenuto e gli utenti non potranno visualizzarlo.

La deindicizzazione da Google globale viene eseguita quando un utente richiede a Google di impedire la visualizzazione di determinati dati a tutti gli utenti che effettuano ricerche specifiche su tale argomento.

Il Garante ordina il delisting globale per proteggere i diritti personali degli interessati e salvaguardare la loro reputazione online.

Quali sono i limiti al diritto di cancellazione?

I limiti al diritto di cancellazione variano a seconda delle questioni specifiche in gioco, ma alcuni sono piuttosto chiari.

Innanzi tutto, il diritto di cancellazione opera solo per quanto riguarda i dati personali dell’interessato e non per qualsiasi altra attività o informazione che circola a suo nome su Internet o sulla rete.

Secondo la normativa Europea sulla protezione dei dati, il diritto di cancellazione è limitato anche a quei dati che sono stati trattati in violazione della legge e che sono obsoleti, irrilevanti o non accurati.

Le informazioni che sono state rese pubblicamente accessibili non rientrano nella definizione di un dato personale sensibile, quindi non possono essere soggette al diritto di cancellazione.

Inoltre, i diritti derivanti dalla legge sulla protezione dei dati devono essere bilanciati contro l’interesse pubblico alla libera circolazione della informazioni o in altri casi scientificamente rilevanti.

Se una richiesta di cancellazione dovesse presentarsi come conflittuale rispetto a queste considerazioni, il gestore del trattamento potrebbe decidere di non procedere con la richiesta.

Allo stesso modo, se il diritto di cancellazione è imposto da una legge statale o nazionale, questa può limitare la portata del diritto stesso.

Infine, tenete a mente che anche se il diritto di cancellazione è una facoltà fornita legalmente all’interessato, ci possono essere limitazioni tecniche che si presentano come ostacoli pratici alla sua piena esecuzione.

Motivazioni dell’ordine di delisting da parte del Garante

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha stabilito l’obbligo di effettuare il delisting globale da tutti i motori di ricerca per alcuni casi.

In particolare, il trattamento dei dati personali considerati obsoleti o non rilevanti per le ricerche su Internet dovrà essere eliminato a meno che non ne giustifichi continuamente la presenza.

La principale motivazione alla base dell’ordine della delisting globale è quella di tutelare la privacy degli individui secondo le normative vigenti in materia di protezione dei dati.

Inoltre, è significativo che la decisione sia stata presa in conformità con gli obblighi e standard europei in materia di protezione dei dati, promuovendo l’autodeterminazione e l’esercizio della libertà in materia della privacy digitale.

Come rimuovere il tuo nome dai risultati di ricerca in Google?

I dati personali e la reputazione sono sfere importantissime per l’individuo e vanno tutelate con ogni mezzo.

La deindicizzazione è uno dei tanti a disposizione. 

Esistono altre soluzioni come la rimozione completa e definitiva alla fonte delle pagine web come articoli di giornali che riportano notizie lesive.

Spesso capita di voler eliminare risultati da Google perchè portano discredito o pregiudizio nella sfera relazionale, professionale, imprenditoriale e perfino psicologico ed è doveroso trovare delle soluzioni per mettere fine a questa situazione fastidiosa.

Quando si può richiedere l’eliminazione del proprio nome e cognome da Google? quando l’esposizione del nome viola i tuoi diritti.


Uno dei più importanti ed utili diritti è l’oblio. 

Il diritto all’oblio può permetterti di ottenere la cancellazione dei tuoi dati personali. 

Tuttavia il diritto all’oblio Google si può ottenere solo se sono presenti alcuni requisiti fondamentali. 

Come richiedere oblio Google?

Nel caso di un articolo di giornale che parla del processo giudiziario o delle indagini nelle quali sei stato coinvolto, per avere l’oblio internet, dovresti avere una di questi requisiti forti:

  • sentenza di assoluzione / proscioglimento / archiviazione
  • la notizia deve essere obsoleta e non più di interesse di cronaca per la collettività e comunque non deve riguardare reati molto gravi in caso di condanna
  • a proposito della condanna, aver ottenuto la riabilitazione penale

Come richiedere deindicizzazione?

Per richiedere la deindicizzazione si può procedere compilano il modulo di Google adibito che è messo a disposizione secondo il nuovo regolamento di protezione della privacy GDPR. 

Una volta inviata la richiesta di deindicizzazione, il team di Google valuterà la richiesta e prenderà provvedimenti positivi oppure respingerà la richiesta.

Purtroppo ottenere la deindicizzazione tramite Google è molto difficile e non sicuro perchè l’azienda attualmente attua delle procedure che tendono a non prendersi la responsabilità di eliminare notizie di cronaca dal motore di ricerca. Perciò se hai pensato fosse presto detto, purtroppo devi ricrederti.

Ecco perchè il primo interlocutore per vedere applicato il diritto all’oblio in tuo favore è quello di incaricare un team come quello di Workengo.it che si occuperà di trovare e contattare direttamente il webmaster o la redazione giornalistica per risolverti il problema. 

L’assistenza legale ed informatica che puoi avere con il web reputation manager di Workengo è indispensabile anche quando Google ” fa i capricci ” e non esegue anche quando ci sarebbero i presupposti per farlo. 

Cos’è la deindicizzazione?

La deindicizzazione è una procedura informatica applicata al motore di ricerca come Google, Yahoo, Bing e che produce come risultato, l’eliminazione della pagina web dall’indice del motore di ricerca. 

Il link che porta alla pagina web esisterà ancora ma sarà raggiungibile solo cliccandoci direttamente ma non sarà più visibile al pubblico e quindi il tuo nome da Google sparirà.

La deindicizzazione non è la rimozione del link. Quando viene rimosso l’url, sulla pagina web apparirà la scritta “404 pagina non trovata” risolvendo dunque il problema ma in maniera differente. 

Se hai bisogno di assistenza per richiedere il diritto all’oblio contattaci.

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